I
giorni trascorrevano tutti uguali ed io passavo da un bar all’altro portandomi
appresso una sbornia di più. Dopo un’intera giornata bevendo, mi ritrovavo all’ora dei funerali già
bello che ubriaco. L’ultimo bar in cui andavo a bere
era anche il mio preferito, si trovava di fronte ad una chiesa. Ho visto
passare parecchi funerali, pianti disperati e occhi lucidi, il dolore era sempre lo stesso e io ero sempre
ubriaco.
Il funerale
di quel giorno, invece, non potrò mai dimenticarlo.Di fronte alla chiesa si era radunata una piccola folla di gente.
Alle tre e mezza, tradizionale ora da funerale, i parenti del defunto, insieme ad amici, ex galeotti e prostitute, mormorando stancamente, entrarono in chiesa.
Mi ritrovai da solo nella piazzetta antistante la chiesa, il sole picchiava sulla mia testa, il vento che saliva dal porto era così forte da non poter tenere gli occhi aperti, barcollando raggiunsi la prima panchina a tiro e lì mi addormentai.
Ero così ubriaco che non riuscii nemmeno ad assistere al mio funerale.
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